Super Mario (Barwuah) Balotelli, ti voglio bene.
Da prove ed analisi di segni e sintomi oramai sappiamo, poiché fa parte dell’immaginario collettivo, che l’inconscio esiste.
E allora a buon diritto potremo provare a darci spiegazioni ‘ché, altimenti, resterebbe senza giustificazione alcuna, di un atto proditorio, inconsulto, un vero e proprio acting out, posto in essere davanti a milioni di spettatori da parte di un uomo bianco, occidentale di razza caucasica, benestante ed in età matura ai danni di un ragazzo nero, di origini africane e di razza camitica, benestante anch’egli, ma assai più giovane, diciannovenne, entrambi svolgenti una professione non intellettuale, ma molto remunerata e assai massmediologicamente rilevante perché continuamente in vista.
La vittima dell’esecrabile gesto si chiama Balotelli Mario.
Nasce a Palermo (profondo sud italiano e del mondo).
Procreato da genitori provenienti dal sud del sud del mondo, il Ghana.
A tre anni il tribunale per i minori lo affida a due persone di Concesio in provincia di Brescia, paese che ha dato i natali anche a Papa Paolo VI, comunque allocato nel “profondo nord” dell’Italia e del mondo.
Solo da un anno è cittadino italiano poiché prima era stato dato solo in affidamento e non in adozione. E l’adozione rimane sempre un marchio indelebile per l’adottato, finché campa e, soprattutto, se non può nasconderlo perché nero.
Il colore della pelle di Mario Balotelli sta sull’epidermide di un nero non integrato ed acquiescente rispetto ai dettami previsti dall’occidente per quelli della sua razza che, se non si allineano, di fatto diventano “negri” e non “neri”.
Gli allineati e subordinati devono esser sempre sorridenti, espletare un lavoro solo muscolare, prevalentemente ballo o sport, al massimo le pulizie, esser rassicuranti e non insospettire il maschio bianco nel voler attentare alla frigidità delle femmine bianche poiché senza giri di parole vanno dritti al punto. Difficile che siano buoni nuotatori, ottimi cestisti e calciatori, centometristi e gazzelle del mezzofondo. Se è “Mandingo” va torturato e incatenato, se invece è il pianista di Humphrey Bogart in “Casablanca” allora può esser fiero di chiamarsi Sam e di aderire con gioia alla richiesta di quel romantico americano in Africa e suonargli al piano ancora una volta il suo pezzo preferito. Se si chiama Tiger Woods andrà nella clinica del sesso per espiare le sue “scopate”, se è Louis Armstrong può andare a San Remo e a Las Vegas con la sua tromba visto che ride sempre. Se è l’incarnazione del nero ammaestrato dai bianchi può fare il presidente degli Stati Uniti per dimostrare la democraticità degli anglosassoni, se è arabo e non gli piacciono i maccheroni, rispetta il Ramadan e può avere più mogli non gli resta che pulire i parabrezza agli incroci. Se si chiama Michael Jackson non è un amante dei bambini, bensì un pedofilo e per poterlo dimostrare dev’esser sbiancato meglio che si può col candeggio della pelle. Se è Diana Ross deve fare l’easy listening per i ricchi americani con le loro burrose compagne, se si chiama Zaira ed è nigeriana si deve dedicare all’assistenza hard degli impotenti lungo la via Domitiana nei dintorni di Napoli.
Altra imperdonabile macchia di Balotelli è quella di essere bravo nel suo lavoro, il giovane calciatore più bravo, estroso e geniale del mondo nella sua agilità pur dotato com’è di 189 centimetri d’altezza. Bravo è anche Leo Messi, di tre anni più “anziano”, ma di 169 centimetri alto (come il connazionale argentino Maradona) e, quindi, “lavora” con maggiore facilità il controllo dell’attrezzo sferico mettendo in opera le operazioni ideo-motorie previste dal calcio, ma, soprattutto, è bianco e biondo.
A lui, a Mario, ingiustificato e ingiustificabile è il “caratterino”, anzi il “caratteraccio”, quello stesso che lo fa odiare in tutti gli stadi del mondo, laddove, anche quando non gioca col suo club nerazzurro, i cori degli ultras son tutti per lui e non per elogiarlo, ma per sottolineare ancor di più le origini scimmiesche del suo corpo e della sua pelle e farlo segno di “bbuuuuuu…” assordanti quando tocca la palla. E dire che i calciatori, tutti i calciatori, anche quelli bianchi, in campo non discutono di filosofia heideggeriana e non appartengono alla corrente di pensiero della scuola di Francoforte, ma, nella migliore delle ipotesi, tra di loro ”ascrivono seri dubbi sulla moralità della madre” dei loro avversari quando giungono nel contatto diretto. Ma a lui non è perdonato, anche dai tifosi della squadra per cui gioca, anche da quelli ricchi, anche da quelli padani pur se mette a segno quei gol che portano la squadra per cui tengono allo scudetto
John Lennon ha detto che “la donna è il negro del mondo” ed ha composto (“The woman is the nigger of the world”- 1972).
Io a mia volta affermo e mi si perdoni l’accostamento a Lennon, ma non la citazione che non è colta visto che la buonanima di John è stato un master del pop, della cultura popolare internazionale non di quella elitaria, il giovane Mario Balotelli (calciatore interista) rappresenta e incarna in sé (purtroppo) tutto ciò che il nord del mondo non accetta e talvolta odia del sud del mondo.
Le origini del razzismo

1 Commenti
Ciao ragazzi, vi suggerisco
Ciao ragazzi, vi suggerisco il video musicale che trovate al seguente link: http://www.uniroma.tv/?id_video=18362. Si tratta del secondo singolo della band milanese AGOSTA, "Niente", estrapolato dal loro ultimo album "VIRUS". Il brano è una miscela rock che fonde il grunge al brit-pop. Non ve ne pentirete!
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